Musica

Iron Maiden: con “Somewhere in Time” la band introduce nuove sonorità

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l’11 ottobre 1986 uscì Somewhere in Time il sesto album in studio del gruppo musicale britannico degli Iron Maiden pubblicato dalla EMI.

Rispetto alle pubblicazioni precedenti, Somewhere in Time è caratterizzato dall’introduzione di nuove sonorità: vengono impiegati per la prima volta nella carriera del gruppo le guitar synth, che possono essere viste come una fase di transizione verso i veri e propri sintetizzatori del successivo Seventh Son of a Seventh Son. Il sound di Somewhere in Time fa da contraltare, sul piano musicale, ai temi fantascientifici della cover art e di alcuni brani.

Dal punto di vista compositivo, l’album è caratterizzato dal grande apporto di Adrian Smith (che firma diversi brani, incluso il singolo Wasted Years) oltre a quello costante di Steve Harris, che produce alcune delle suite più lunghe e apprezzate della storia del gruppo, come Heaven Can Wait ed Alexander the Great.

Eddie veste nuovamente i panni di un assassino (in una posa del tutto simile a quella dell’album Killers) e questa volta la scena è ambientata in una città del futuro dove, fra insegne luminose ed ologrammi, Derek Riggs (già autore di tutte le copertine del gruppo fin dal 1980) ha inserito numerosi richiami a precedenti titoli della band: dal pub Aces High al ristorante Ancient Mariner, dagli hotel Dune e Long Beach Arena alla Phantom Opera House, dagli ologrammi delle piramidi all’immagine di Icarus che precipita, dall’insegna luminosa del teatro sullo sfondo (che recita Live After Death) all’orologio sul retro della copertina che segna le 23:58.

Inoltre si può notare che appena poco più in alto del braccio meccanico in primo piano c’è un manifesto di un live del gruppo con la copertina del primo album omonimo. A destra della copertina è presente un manifesto di un concerto della band e sopra di esso un esplicito riferimento al brano 22 Acacia Avenue dall’album The Number of the Beast. In basso a sinistra è presente la scritta “The Ruskin Arms“, celebre pub di Londra dove gli Iron Maiden hanno suonato nei loro primi anni; altri riferimenti a luoghi dove si sono esibiti sono le scritte “Rainbow”,”L’Amours Beer Gardens”,”Long Beach Arena”,”Hammerjacks” e “Tehe’s Bar”.

Sottostante all’insegna dell’occhio di Horus è presente la scritta “Webster“, omaggio a Charlie Webster direttore della EMI. Sull’insegna di un locale è presente la scritta “Bradbury Towers Hotel International”, che ricorda lo scrittore Ray Bradbury.

Nel 1995 la EMI (leggi l’articoloha ripubblicato l’album con l’aggiunta di un CD aggiuntivo che racchiude le b-side dei singoli Wasted Years e Stranger in a Strange Land. (fonte Wikipedia)

 

 

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