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Doug Aldrich, il chitarrista che ha fatto dell’heavy metal la sua missione

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Doug Aldrich

Doug Aldrich è un chitarrista heavy metal statunitense che ha lasciato un segno profondo nella scena musicale rock e metal.

Nato a Raleigh, nella Carolina del Nord, il 19 febbraio 1963, Doug Aldrich scopre la sua passione per la chitarra all’età di 11 anni, quando sua sorella Jennifer gli fa ascoltare le leggendarie performance di Jeff Beck. Da quel momento, la musica diventa il suo mondo. La sua prima chitarra è una copia economica di una Gibson Les Paul, acquistata da un catalogo Sears, ma con quella strumento semplice inizia a costruire le fondamenta di una carriera straordinaria.

Doug Aldrich cresce musicalmente tra gli anni Ottanta e Novanta e si afferma come un virtuoso della sei corde, noto per il suo stile aggressivo ma melodico, perfetto per il genere heavy metal

Dopo aver fatto un provino per i Kiss – senza ottenere il posto, ma stringendo un’amicizia duratura con Gene Simmons – si dedica con impegno all’insegnamento della chitarra, arrivando a contare oltre settanta studenti a settimana. Questa esperienza non solo affina le sue abilità tecniche, ma gli insegna anche a comunicare la sua passione agli altri.

La sua carriera da musicista professionista decolla quando entra a far parte di band come Lion, con cui registra due album e un EP tra il 1985 e il 1989, e Hurricane, dove sostituisce il chitarrista fondatore Robert Sarzo nel 1989, contribuendo all’album Slave to the Thrill. Successivamente, suona con Bad Moon Rising e Burning Rain, quest’ultima fondata nel 1998 insieme al cantante Keith St. John. Ma è con i Whitesnake che raggiunge l’apice della fama: dal 2002 al 2014 è il chitarrista della band, collaborando con David Coverdale e contribuendo a plasmare il loro sound bluesy e potente. Con i Whitesnake, compone oltre trenta brani e coproduce album di successo come Forevermore.

Dopo aver lasciato i Whitesnake, si unisce a Dio nel 2002, sostituendo Craig Goldy, anche se il suo contributo all’album Killing the Dragon è limitato. Continua ad esplorare nuove opportunità, entrando nei Revolution Saints e, dal 2016, nei The Dead Daisies, dove sostituisce Richard Fortus. Durante la sua carriera, collabora anche con artisti come Glenn Hughes, con cui suona in tour nel 2015, e partecipa a progetti come Raiding the Rock Vault a Las Vegas, condividendo il palco con leggende del rock.

Dal punto di vista tecnico, il suo stile è caratterizzato da un approccio versatile e dinamico

Utilizza chitarre come le Jackson Super Strat Dinky e Soloist, oltre a modelli personalizzati con pickup Seymour Duncan “Full-shred”, ideali per un sound potente e incisivo. Predilige amplificatori Marshall JMP e Vintage Modern, che gli permettono di ottenere un tono grosso come una montagna, fluido e incandescente, come spesso descritto. La sua tecnica combina velocità, precisione e un tocco melodico, ereditato in parte dall’influenza di Jeff Beck, ma adattato al contesto heavy metal con riff aggressivi e assoli virtuosici.

Nonostante il successo, resta un musicista che preferisce concentrarsi sulla sostanza piuttosto che sulle mode

Come dice spesso, “Non sono uno di quelli che segue ciò che è trendy. Faccio quello che so fare meglio, con tutta la mia abilità, e suono col cuore”. Oltre alla sua attività live e in studio, pubblica anche album solisti, dimostrando la sua versatilità e il suo talento compositivo.

Oggi, a distanza di anni dal suo debutto, Doug Aldrich continua a essere una figura di riferimento per molti chitarristi, grazie alla sua dedizione e al suo contributo alla musica rock. Il suo percorso è una testimonianza di come passione, tecnica e collaborazioni possano creare una carriera leggendaria.

— Onda Musicale

Tags: Gene Simmons/Kiss/Jeff Beck/Gibson Les Paul/Whitesnake/David Coverdale/Glenn Hughes
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