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Babyshambles: protagonisti e interpreti della controcultura britannica

Babyshambles

I Babyshambles nacquero dalle ceneri della relazione turbolenta tra Pete Doherty e il suo precedente gruppo, i Libertines.

Nel 2003, mentre i Libertines stavano raggiungendo l’apice del loro successo con l’album omonimo, le tensioni tra Doherty e il co-frontman Carl Barât aumentavano esponenzialmente. I problemi di dipendenza di Doherty, in particolare da eroina e crack, avevano raggiunto un livello critico, portando alla sua espulsione temporanea dalla band durante le registrazioni di “The Libertines“.

Invece di affrontare il problema, Doherty decise di formare un nuovo progetto parallelo che gli permettesse di esprimere la sua creatività senza le restrizioni e i conflitti dei Libertines. Nacquero così i Babyshambles, inizialmente considerati solo un progetto secondario ma che presto diventarono la sua occupazione principale. Il nome stesso, “Babyshambles” (il bambino è in crisi), sembrava riflettere sia un certo infantilismo che il caos che caratterizzava la vita di Doherty in quel periodo.

Il primo singolo della band, “Babyshambles“, fu pubblicato nel 2004 dall’etichetta indipendente High Society in tiratura limitata di 1.000 copie. L’interesse dei media e dei fan era già altissimo, anche grazie alla notorietà di Doherty e alle sue apparizioni sulla stampa scandalistica britannica.

Il periodo con Kate Moss

La vita personale di Pete Doherty superava spesso l’interesse per la sua musica nei tabloid britannici. La sua tumultuosa relazione con la supermodella Kate Moss, iniziata nel gennaio 2005, catapultò i Babyshambles al centro dell’attenzione mediatica mondiale. La coppia divenne simbolo di uno stile di vita rock’n’roll estremo, spesso immortalata in situazioni caotiche o nei numerosi festival britannici.

Questa relazione influenzò profondamente sia l’immagine della band che la sua musica. Kate Moss partecipò anche ad alcune registrazioni, prestando la voce in brani come “La Belle et la Bête“. Tuttavia, la loro relazione era caratterizzata da continue rotture e riconciliazioni, spesso legate ai problemi di dipendenza di Doherty e ai suoi frequenti arresti.

La pressione dei media era così intensa che nel settembre 2005, quando il Daily Mirror pubblicò immagini di Kate Moss che presumibilmente assumeva cocaina con Doherty, la modella perse vari contratti pubblicitari e fu costretta a ritirarsi temporaneamente dalle scene. Questo scandalo ebbe ripercussioni anche sulla band, che si trovò ancor più sotto i riflettori per ragioni estranee alla musica.

Il disco di debutto

Nonostante il caos personale e mediatico, o forse proprio grazie a esso, i Babyshambles riuscirono a pubblicare il loro album di debutto “Down in Albion” nel novembre 2005. Prodotto dal leggendario Mick Jones dei Clash, l’album catturava perfettamente lo spirito di anarchia poetica e disordinata creatività che era diventato il marchio di fabbrica della band.

I testi di Doherty erano intrisi di riferimenti letterari, allusioni personali e una vivida rappresentazione della cultura underground britannica. Brani come “Fuck Forever” e “Killamangiro” mostravano una band capace di fondere energia punk, melodie pop e testi introspettivi. La produzione grezza e a tratti disordinata dell’album rifletteva perfettamente l’estetica “do-it-yourself” e l’approccio non convenzionale della band.

Down in Albionricevette recensioni contrastanti dalla critica

Alcuni lo considerarono un capolavoro caotico, altri un’occasione mancata. Indipendentemente dalle opinioni, l’album riuscì a catturare un momento culturale specifico nel Regno Unito, diventando la colonna sonora di una generazione che si identificava con quella miscela di vulnerabilità, autodistruzione e romanticismo decadente.

“Shotter’s Nation”

Il secondo album della band, “Shotter’s Nation“, pubblicato nell’ottobre 2007, segnò un tentativo di maggiore coesione e professionalità. Prodotto da Stephen Street (già produttore di Blur e The Smiths), l’album mostrava un suono più pulito e arrangiamenti più strutturati rispetto al predecessore.

Durante questo periodo, la formazione della band si stabilizzò con Mik Whitnall alla chitarra, Drew McConnell al basso e Adam Ficek alla batteria. Questa relativa stabilità permise ai Babyshambles di sviluppare un’identità sonora più definita, meno legata all’immagine caotica del loro frontman. I singoli “Delivery” e “You Talk” ottennero un discreto successo commerciale, portando l’album alla quarta posizione nelle classifiche britanniche. Le recensioni furono generalmente più positive rispetto al debutto, con molti critici che sottolineavano la crescita artistica del gruppo.

Doherty e i suoi problemi di dipendenza

Dopo numerosi tentativi falliti di disintossicazione e vari periodi in carcere per possesso di stupefacenti, il cantante sembrò temporaneamente prendere il controllo della sua vita, permettendo alla band di intraprendere tour più strutturati e meno soggetti a cancellazioni dell’ultimo minuto.

“Sequel to the Prequel”: il terzo capitolo

Dopo un periodo di pausa in cui Doherty si dedicò al suo progetto solista e alla riunione temporanea dei Libertines, i Babyshambles tornarono nel 2013 con il loro terzo album, “Sequel to the Prequel“. Prodotto da Stephen Street, l’album mostrava una band più matura e diversificata nelle influenze musicali. Brani come “Nothing Comes to Nothing” e “Farmer’s Daughter” evidenziavano una maggiore sperimentazione sonora, con elementi di folk, reggae e rock classico che si integravano nel caratteristico sound della band. L’album raggiunse la decima posizione nelle classifiche britanniche e ricevette recensioni generalmente positive.

Questo lavoro sembrò segnare l’inizio di una nuova fase per i Babyshambles, con un Doherty apparentemente più sobrio e concentrato sulla musica. Tuttavia, dopo il tour promozionale dell’album, la band entrò in un periodo di inattività prolungata. Nonostante la loro carriera irregolare, i Babyshambles hanno lasciato un’impronta significativa nella musica britannica degli anni 2000. Hanno incarnato un’estetica di autenticità e vulnerabilità che andava controcorrente rispetto alla lucidità commerciale di molte band contemporanee.

La poetica di Doherty, con i suoi riferimenti alla letteratura britannica, alla cultura pop e alla sua vita personale, ha influenzato numerosi artisti successivi

La band ha rappresentato l’ultimo baluardo di un certo tipo di rock’n’roll romantico e autodistruttivo che affonda le radici nella tradizione dei poeti maledetti. Inoltre, i Babyshambles hanno simboleggiato un periodo specifico della cultura britannica, caratterizzato dal ritorno del rock indipendente in chiave più letteraria e intimista, spesso etichettato come “indie sleaze” o “post-punk revival“.

Negli ultimi anni l’attività dei Babyshambles è stata sporadica

Doherty ha continuato la sua carriera musicale con progetti solista e con la riunione dei Libertines nel 2014, che ha portato alla pubblicazione dell’album “Anthems for Doomed Youth” nel 2015. Nel 2016 ha pubblicato il suo album solista “Hamburg Demonstrations” e ha continuato a esibirsi dal vivo. La sua vita personale ha mostrato segni di maggiore stabilità, con il suo trasferimento a Margate e poi in Francia, dove ha intrapreso un percorso di disintossicazione. Sebbene non ci siano stati annunci ufficiali sulla fine dei Babyshambles, la band sembra essere in una pausa indefinita. Tuttavia, dato il carattere imprevedibile di Doherty e la natura ciclica della sua carriera, non si può escludere un futuro ritorno.

— Onda Musicale

Tags: The Clash
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