La storia degli Styx è un viaggio affascinante attraverso decenni di musica, innovazione e successo commerciale.
Originari della zona sud di Chicago, gli Styx si formarono ufficialmente nel 1972, ma le loro radici risalgono agli anni ’60, quando i fratelli gemelli Chuck e John Panozzo unirono le forze con il vicino Dennis DeYoung per creare un gruppo chiamato The Tradewinds. Questo trio inizialmente si esibiva in feste universitarie e scuole superiori, guadagnandosi una certa notorietà locale. Dopo vari cambiamenti di formazione e nome (tra cui TW4), il gruppo adottò definitivamente il nome Styx, ispirato al mitico fiume dell’Ade nella mitologia greca, simbolo di confine tra la vita e la morte. La scelta del nome fu dettata anche dal fatto che era l’unico che nessuno dei membri del gruppo detestava apertamente.
Gli inizi e l’ascesa al successo
Il primo contratto discografico della band fu firmato con Wooden Nickel Records nel 1972. I primi album mostrarono uno stile che mescolava rock progressivo e melodie influenzate dalla musica classica. Tuttavia, fu solo con il terzo album, The Serpent Is Rising, che gli Styx iniziarono a esplorare il concetto di “album tematico“, un elemento che avrebbe caratterizzato molte delle loro produzioni future. Il vero successo arrivò nel 1977 con l’album The Grand Illusion, che includeva brani iconici come “Come Sail Away” e “Fooling Yourself“. Questo disco segnò l’inizio di una serie di album multi-platino che consolidarono la loro posizione come una delle band più influenti della scena rock arena.
L’aggiunta del chitarrista e cantante Tommy Shaw nel 1975 portò nuova energia al gruppo, contribuendo a successi come “Crystal Ball” e “Renegade“. La loro capacità di combinare potenti ballate, elementi teatrali e riff di chitarra hard rock divenne il marchio distintivo dei Styx.
Gli anni ’80 e le sfide
Gli anni ’80 furono un periodo di grande successo commerciale ma anche di tensioni interne. L’album Paradise Theatre (1981) raggiunse il vertice delle classifiche, mentre il controverso Kilroy Was Here (1983) introdusse un approccio più teatrale con il singolo “Mr. Roboto“. Sebbene quest’ultimo album abbia diviso critica e fan, dimostrò la volontà della band di sperimentare nuovi stili. Con l’avvento degli anni ’90, gli Styx affrontarono cambiamenti significativi nella formazione e una diminuzione della popolarità.
Il significato del nome
Il nome “Styx” deriva dal fiume mitologico greco che separa il mondo dei vivi da quello dei morti, l’Ade. Nella mitologia greca, il fiume Styx è un luogo di grande importanza simbolica, poiché è il confine che le anime devono attraversare per raggiungere l’aldilà. Questo fiume è anche associato al concetto di giuramento e fedeltà, poiché gli dei stessi giuravano sulle sue acque per sancire patti indissolubili.
La scelta del nome “Styx” per la band è stata dettata dalla sua connotazione di confine tra due mondi, che può essere interpretata come un simbolo di transizione e innovazione nella musica. Il nome è stato selezionato perché rappresentava un’immagine forte e unica, che rifletteva la volontà della band di esplorare nuovi territori musicali e di creare un’identità distintiva.

Tra i brani più celebri degli Styx si annoverano:
- “Come Sail Away”
- “Renegade”
- “Mr. Roboto”
- “Babe”
- “Fooling Yourself”
- “Lady”
- “Blue Collar Man”
Formazione attuale degli Styx
- Tommy Shaw – voce, chitarra, (1975-1983, 1995-presente)
- James Young – chitarra (1972-presente)
- Will Evankovich – chitarra (2021-presente)
- Lawrence Gowan – voce, tastiera (1999-presente)
- Ricky Phillips – basso (2004-presente)
- Todd Sucherman – batteria (1995-presente)
- Chuck Panozzo – basso (1972-presente)
Album in studio
- 1972 – Styx
- 1973 – Styx II
- 1973 – The Serpent Is Rising
- 1974 – Man of Miracles
- 1975 – Equinox
- 1976 – Crystal Ball
- 1977 – The Grand Illusion
- 1978 – Pieces of Eight
- 1979 – Cornerstone
- 1981 – Paradise Theatre
- 1983 – Kilroy Was Here
- 1990 – Edge of the Century
- 1999 – Brave New World
- 2003 – Cyclorama
- 2005 – Big Bang Theory
- 2017 – The Mission
- 2021 – Crash of the Crown