Nato in Libano nel 1988, Ibrahim Zeaiter nel 2006 si trasferisce in Siria per studiare medicina all’università di Damasco, fino al 2011, quando inizia la guerra. Abbandona gli studi e decide di trasferirsi in Italia per studiare cinematografia.
Nel 2016 si laurea in Cinema al Rome University of Fine Arts. Zeaiter ha realizzato numerosi cortometraggi, documentari e videoclip, tra Libano e Italia (“Black Jasmine” 2014; “La Fenice” 2014; “Baalbeck: the city of the sun” 2015; “Cryotherapy: a new hope” 2016; “Kleid” 2017; “The curse of war” 2017; “The charge” 2018)
“Ho conosciuto Kabìla – racconta Ibrahim Zeaiter – quando mi sono trasferito in Italia, in occasione di un concerto al circolo Baobab di Roma. L’idea di una band che canta in italiano e in arabo mi ha affascinato molto”.
“Poi ho incontrato Emada Beirut e da lì è nata l’idea di collaborare con Kabìla alla realizzazione di un videoclip per il loro nuovo album “Life“. La storia raccontata nelle loro canzoni mi ha appassionato, perché la guerra e la sofferenza del popolo della mia terra è un’esperienza che ho vissuto direttamente, in Libano nel 2006 e in Siria, quando ancora studiavo lì”.
Nel 2017 Zeaiter realizza in Siria un documentario (“The curse of war“) e decide di ritornare nuovamente in quella terra per girare il videoclip di Kabìla (“Life is going on“), perché l’idea dell’album “Life” è molto forte e andava raccontato richiamando in modo evidente il tema e le conseguenze della guerra e le immagini di quei luoghi aiutano a far arrivare il messaggio di pace di “Life” e di Kabìla.
“Ottenere i permessi per andare in Siria non è stato facile e, dopo averli ricevuti, quando avremmo dovuto entrarci, ci hanno fatto tornare indietro alla frontiera. Con pazienza e perseveranza abbiamo riprovato dopo una settimana e siamo finalmente riusciti a passare”.
“Siamo, quindi, arrivati ad una città vicino a Homs: muoversi dentro la città era pericoloso: devastata dalla guerra vi si sentiva ancora l’odore della morte tra le rovine. Raccontare quello che vedi lì non è facile, ma spero che un giorno la pace torni su quella terra e sul suo popolo, che merita la vita”.
(vv)