L’ex Pink Floyd non ha usato giri di parole contro il fondatore di Facebook, che voleva usare “Another Brick in The Wall” in un un film per promuovere Facebook e Instagram.
Nella sua quotidiana guerra contro qualcuno, questa volta il grande genio creativo dei Pink Floyd si è scagliato contro Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. In occasione di un evento a sostegno di Julian Assange Waters ha raccontato di aver ricevuto una lettera direttamente dal “signor Facebook” con una proposta di utilizzare una canzone dei Pink Floyd, in particolare una scritta proprio da Roger.
L’ex bassista dei Floyd ha spiegato che Zuckerberg (classe 1984) gli avrebbe chiesto il permesso di utilizzare “Another Brick in The Wall” canzone contenuta nel disco The Wall e scritta proprio da lui. Zuckerberg ha motivato la sua richiesta con il desiderio di inserire il brano in un film che dovrebbe promuovere Facebook e Instagram. Zuckerberh ha proposto una importante somma di denaro in cambio.
Questa la dichiarazione da parte di un collaboratore di Waters:
La lettera con la richiesta gli è arrivata stamattina. Conteneva un’offerta economica gigantesca. La risposta di Roger è stata: ‘Vaffanculo! Non se ne parla.
La canzone presenta una struttura particolare
E’ divisa in tre parti ed è contenuta nell’undicesimo album in studio “The Wall“, uscito nel 1979. A scriverla fu il bassista e cantante Roger Waters, e parla di temi forti legati alla sua infanzia e ai metodi di istruzione vigenti. “Oh, è stato terribile, davvero terribile“, queste sono state le parole dell’artista in riferimento alla sua educazione infantile.
Roger, dopo l’uscita del singolo icona del gruppo, rilasciò un’intervista alla BBC nella quale dichiarò:
[Il brano – ndr] Non vuole essere una condanna generale di tutti gli insegnanti, ma quelli cattivi possono davvero influenzare i ragazzi”.
Il brano si può definire come un inno di protesta verso il sistemo scolastico, che si esprimeva attraverso le lamentele dei ragazzi nei confronti di un’istruzione rigida, capace di fare il lavaggio del cervello agli scolari. “We don’t need no education / We don’t need no thought control” cantava Waters.
Il produttore Bob Ezrin prese parte alla realizzazione di “The Wall“. Non si sa bene se sia stato Waters o Ezrin a consigliare di aggiungere un suggestivo coro di bambini.
Le parole di Waters all’epoca dell’uscta del disco:
Tremo ancora oggi ricordando la sensazione che ebbi quando sentì quei bambini cantare“
Fu inserito il graffiante assolo finale di chitarra di David Gilmour e anche un una voce da maestro di scuola sovraincisa che ammonisce i bambini: “If you don’t eat yer meat, you can’t have any pudding”. Il 22 marzo 1980, la canzone divenne l’unico successo dei Pink Floyd negli Stati Uniti e suscitò anche molte polemiche (come era prevedibile) per la posizione che prendeva, sebbene Waters si affrettò a chiarire che la sua denuncia non era riferita al sistema educativo in generale, ma a quello che tarpa le ali e massifica le menti dei giovani.