Musica

Marzo 1973: I Pink Floyd pubblicano The Dark Side of the Moon

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1 marzo 1973 – 1 marzo 2017. Sono passati 44 anni dalla pubblicazione di “The Dark Side of the Moon”, ma potrebbe essere stato realizzato appena ieri.

Di tutta la sterminata discografia del rock mondiale, “The Dark Side of the Moon” è forse l’unica opera capace di trascendere il proprio tempo, sebbene in quel momento la Luna, conquistata con le missioni Apollo, costituisse una fascinazione e un’ossessione per tutta l’umanità.

Ma l’album-chiave dei Pink Floyd non era un trattato di astronomia o un sogno spaziale, bensì una straordinaria metafora sul destino dell’uomo, sulla fragilità della psiche e sui rapporti sociali e politici.

Nella mente di Waters, capo progetto (e autore dei testi) all’interno della band, in quella sorta di suite dovevano confluire temi come la follia (il dramma personale di Syd Barrett era un riferimento preciso, oltre che un dolore per i suoi colleghi), la morte, la fede, la guerra, l’avidità, il consumismo, l’angoscioso scorrere del tempo. Mirabilmente in equilibrio tra suggestioni filosofiche e creatività musicale, “The Dark Side of the Moon” fu realizzato grazie alle più innovative tecniche di registrazione (decisivo il ruolo dell’ingegnere del suono Alan Parsons negli studi di Abbey Road) che poi gli fruttarono numerose riedizioni, gioia degli appassionati di alta fedeltà.

Dal giorno della pubblicazione (1 marzo 1973 negli Usa, due settimane dopo in Gran Bretagna), il disco ha venduto quasi 50 milioni di copie e non ha mai smesso di affascinare generazioni di fans. Impossibile resistere all’esibizione vocale di Clare Torry su “The Great Gig in the Sky”, allusione all’aldilà cantata con improvvisativa sensualità dalla corista (che fu pagata 30 sterline, salvo poi intentare causa ai Pink Floyd), o al giro di basso di Roger Waters in “Money“, così come all’inarrestabile beat di “Time” (le sveglie che suonano all’inizio furono registrate in un negozio di antiquariato) o alle inquietanti frasi pronunciate qui e là dai collaboratori e dai roadies dei Pink Floyd, folgoranti, spontanei slogan sulla condizione umana.

E fu il portinaio di Abbey Road a declamare la frase decisiva: “Non esiste un lato oscuro della Luna. In realtà è completamente immersa nell’oscurità”.

(tratto da www.radiofreccia.it)

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— Onda Musicale

Tags: Pink Floyd/Roger Waters/Abbey Road/The Dark Side of the Moon/Money/Syd Barrett
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